Guide/Fuori
Qualche giorno fuori casa.
Una vacanza lunga, con valigie e programmi, spesso non regge. Qualche giorno sì, se la notte, i farmaci e il bagno sono pensati prima di partire. Non è un premio da meritare: è una gita, con i limiti della persona.

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Prima di dire di sì
Quanto cammina davvero, non quanto camminava tre anni fa. Se di notte si alza. Se i farmaci hanno un orario stretto. Se il caldo o un viaggio in auto la stanca per due giorni. Se il medico ha sconsigliato uno spostamento, quella frase pesa più del desiderio di «farle vedere il mare».
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Cosa mettere in borsa
L’elenco dei farmaci con gli orari, il nome del medico, una copia di un documento. Gli occhiali e la protesi nel beauty, non in una valigia che può restare in macchina. Scarpe già usate. Un piano per la notte: letto accessibile, luce, bagno vicino. Non si lascia sola in albergo una persona che non è autonoma.
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Se è già in struttura
Un’uscita di qualche giorno si chiede prima, non la mattina. Servono orari delle terapie, cosa osservare, e a che ora va riportata se la giornata non regge. Al ritorno, raccontate se ha mangiato e dormito. Una gita riuscita è quella da cui si torna senza una caduta e senza un farmaco saltato.
Queste pagine servono a orientarti prima di scegliere una struttura. Non sono un parere medico, non fanno diagnosi e non sostituiscono il medico curante. Se compare un sintomo nuovo o improvviso, chiama il medico o il 112.
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Un consulente ti aiuta a restringere la ricerca. Non sostituisce il medico, il patronato né un avvocato. Il servizio per le famiglie è gratuito.
