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Guide/Movimento

Il tempo dei gesti cambia.

Il Parkinson rallenta i movimenti, irrigidisce, a volte fa tremare una mano. Il tremore non c’è sempre, e non è l’unico segno. La diagnosi, e le cure, restano del neurologo.

Due donne, una anziana e una adulta, in un viale alberato.
  1. 01

    Segni che le famiglie raccontano

    La scrittura si rimpicciolisce. La voce si abbassa. Alzarsi dalla sedia chiede più tempo. Il passo si accorcia. L’equilibrio diventa meno sicuro. Se li noti, portali dal medico: non interpretarli da solo e non aspettare che «passi l’inverno».

  2. 02

    La giornata ha delle fasi

    Molte persone stanno meglio in certe ore e meno in altre, spesso in relazione alle terapie già prescritte. In una struttura questo conta: i farmaci vanno dati all’orario indicato, non «quando passa il carrello». Chiedilo in modo esplicito, prima dell’ingresso.

  3. 03

    In struttura o a casa

    Servono tempo per vestirsi, un bagno senza fretta, percorsi liberi, scarpe stabili. Una passeggiata breve, se il medico non l’ha sconsigliata, mantiene il passo meglio di una giornata tutta in poltrona. Le cadute si prevengono togliendo tappeti e lasciando una luce accesa di notte.

  4. 04

    Anche l’umore entra nella malattia

    Ansia, sonno spezzato, un po’ di chiusura fanno parte del quadro per molte persone. Non sono un difetto di carattere. Se peggiorano, vanno detti al medico, insieme al resto.

Queste pagine servono a orientarti prima di scegliere una struttura. Non sono un parere medico, non fanno diagnosi e non sostituiscono il medico curante. Se compare un sintomo nuovo o improvviso, chiama il medico o il 112.

Vuoi capire quale struttura ha senso vedere?

Un consulente ti aiuta a restringere la ricerca. Non sostituisce il medico, il patronato né un avvocato. Il servizio per le famiglie è gratuito.